Inceneritori, perché NO!

Sì parla nuovamente di inceneritori come soluzione al problema della riduzione delle discariche ed al superamento delle emergenze, che durano da trent’anni!

L’incenerimento è una soluzione superata per gli elevati costi economici, ambientali e sociali. Cercando di andare oltre le inutile polarizzazioni, necessarie solo per le discussioni televisive, tra NIMBY (Not In My Back Yard) e PIMBY (Please In My Back Yard). Propongo una sintesi tra i due possibili approcci al problema, divisi per obiettivi: una politica dei rifiuti basata sulle 3R (Riduci, Riutilizza, Ricicla), e di una basata su I&D (Incenerimento e Differenziata).

Prima della tabella, una premessa: negli ultimi anni, in Italia, la produzione di rifiuti urbani non è cresciuta, come si può evincere dall’ultimo rapporto dell’ISPRA, anche se ci sono segnali di nuovi incrementi dal 2015. Insomma, per Roma, ci sono tutte le condizioni per fare la scelta giusta.

Obiettivi 3R I&D
Riduzione della discarica La raccolta differenziata permette di inviare in discarica solo il 30% dei rifiuti prodotti. Questo è possibile in un anno attraverso la raccolta porta a porta ed una capillare campagna informativa. L’incenerimento del CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti: plastica, carta, legno – tutti riciclabili!) brucia circa il 35% dei rifiuti prodotti, di cui una parte ritorna in discarica come ceneri (rifiuti speciali). Il tempo di realizzazione dell’impianto è di 2-3 anni. Abbinato alla raccolta differenziata, comporterebbe il conferimento in discarica del 40% di rifiuti per via delle ceneri e dei filtri.
Impatto ambientale Ha un impatto positivo. Non ci sono emissioni. L’incenerimento, nonostante i filtri utilizzati, ha un forte impatto sull’ambiente sia per l’emissione di diossina, furani e nanoparticelle, sia per le ceneri prodotte, da trattare come rifiuti speciali. Inoltre, in alcuni impianti, c’è un forte utilizzo d’acqua per raffreddarlo, che potrebbe avere un impatto negativo sulle falde idriche.
Impatto sui cittadini Ha costi iniziali e di gestione bassi. Le spese iniziali sono quelle di riadattamento del parco veicoli e dei cassonetti, oltre alla formazione, informazione ed eventuali assunzioni per il porta a porta. Ha costi iniziali e di gestione molto alti dovuti a: 1) la costruzione dell’inceneritore; 2) la costruzione della discarica speciale per contenere le ceneri prodotte; 3) la gestione degli impianti e la manutenzione dei filtri; 4) assunzione del personale specializzato. Questi costi si aggiungono con i costi iniziali per la differenziata, in comune con la precedente.
Produzione energia Si risparmia energia perché si producono nuovi prodotti attraverso l’uso dei rifiuti riciclati, non utilizzando nuove materie prime. Si evita, inoltre, una produzione superflua con il riutilizzo e la riduzione degli imballaggi. Produce energia attraverso il CDR con l’aggiunta di metano, carbone o pellet per ottimizzare le temperature di combustione. In questo modo la plastica, la carta ed il legno non saranno più riciclati per sostituire le materie prime.
Produzione dei rifiuti Questa politica contribuisce alla riduzione progressiva dei rifiuti, modificando le abitudini dei cittadini, fino al raggiungimento dell’obiettivo ZERO rifiuti in discarica. La produzione dei rifiuti deve aumentare per alimentare gli inceneritori con il CDR e ripagare negli anni gli alti costi degli impianti.
Posti di lavoro I posti di lavoro sono diffusi sul territorio per la raccolta porta a porta. I posti di lavoro sono pochi e concentrati nell’impianto.
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