Ho iniziato “I precursori…” perché

Un libro scritto per dare speranza attraverso un'analisi dei tre errori commessi dai precursori dei movimenti ambientalisti, i Wandervogel. I medesimi errori commessi dai successivi movimenti ambientalisti: si è trasformato l'ideale iniziale, con la sua forza genuina, in una ideologia.…

Questo lavoro nasce per dare speranza, perché da ambientalista con una grande fiducia nell’umanità, ho voluto analizzare cosa è andato storto e cosa continua a non andare nei movimenti ambientalisti. Cosa si sbaglia? Cosa si è sbagliato in passato nei movimenti ambientalisti? Perché oggi continuiamo a vivere in una condizione di “crisi ecologica”, definita negli anni Settanta del secolo scorso? Sicuramente gli errori commessi sono da ricercare nelle loro radici culturali.

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Video della prima presentazione del libro “I precursori dell’ambientalismo”

Un salto indietro di 120 anni

Se vogliamo cambiare il mondo, cambiare le prospettive, dobbiamo capire quali errori abbiamo fatto negli ultimi 120 anni! Sono andato troppo indietro nel tempo? Forse no.

Se studiamo il primo movimento ambientalista della storia, che non è il movimento hippy, non sono i boy scout, ma i Wandervogel e tutto il Movimento Giovanile Tedesco, sicuramente non abbiamo esagerato! Anzi il viaggio che bisogna intraprendere deve partire dal Romanticismo. Paura? No, anzi, dopo questo viaggio tra i capitoli del mio libro, si capiranno molte cose sul perché i problemi sono, in prima istanza, dentro ognuno di noi.

I tre errori dei movimenti ambientalisti

Quali sono, in sintesi, gli errori che si rendono evidenti in ogni movimento ambientalista? Sono essenzialmente tre:

  • L’urgenza di cambiare il mondo;
  • Lo scontro generazionale, visto come rifiuto del passato;
  • La convinzione di essere gli unici a possedere la verità.

Se si mettono insieme urgenza di cambiare il mondo, scontro generazionale e convinzione di essere gli unici a possedere la verità, la strada verso la costruzione di una ideologia ambientalista è dietro l’angolo.

I 3 errori che generano l’ideologia ambientalista

L’urgenza di cambiare il mondo

L’urgenza nasce dal confronto dell’uomo con il progresso scientifico, con il Romanticismo e, successivamente, con il confronto/scontro fra progresso e ambiente, fra seduzione della tecnica e rispetto romantico e pagano della vitalità della natura, fra superuomo e uomo. La prima parte del libro è un percorso tra questi problemi attraverso la letteratura, la filosofia e l’arte figurativa e la fotografia, in cui autori come Goethe, Holderlin, Eichendorff aprono la via a Nietzsche, Hesse, Klages, Spengler e Steiner.

Lo scontro generazionale

La storia del Movimento Giovanile Tedesco, che occupa tutta la seconda parte del testo, nasce anche dallo scontro con i genitori e la cultura dominante in Germania. I ragazzi rifiutarono di aderire ad una civilizzazione che aveva creato quell’ansia malata di progresso e sviluppo che era responsabile della distruzione dell’ambiente e dell’inquinamento nelle città.

L’illusione del possesso della verità

La costruzione della certezza di essere nel giusto, di possedere la verità, nasce dal pensiero di Nietzsche e di Hesse, dalla loro visione del rapporto uomo – natura, di matrice romantica, ma anche da una esaltazione dell’individualismo e del cameratismo, unito al concetto di oltreuomo o superuomo, che rifiuta le religioni tradizionali e ricerca la verità creando nuove religioni, modificando le religioni orientali o rivivificando le religioni pagane. Prevale quindi un naturalismo integralista fatto di scelte nette, che escludono la possibilità di altre verità con cui confrontarsi per costruire un futuro migliore.

Dai Wandervogel ai Provos e hippy

Il medesimo errore lo vivranno i movimenti del secondo dopoguerra, in quanto affondarono le loro radici culturali e storiche nel pensiero filosofico e letterario che alimentò il Movimento Giovanile Tedesco. Il tema viene affrontato nella terza parte del libro. Gli errori furono i medesimi, ma cambiarono i tempi e si innovarono alcune prassi, anche per una differenza tecnologica e sociale rispetto al movimento giovanile della Germania di inizio Novecento.

Una possibile via di uscita tutta da percorrere

Non è facile concludere un percorso di ricerca così lungo e difficile con un pensiero positivo ma, seguendo il pensiero e l’esperienza di Romano Guardini con il Quickborn, gruppo cattolico facente parte del Movimento Giovanile Tedesco, mi sento di suggerire il presente modello per iniziare una nuova strada.

L'autore che presenta il suo libro su "I precursori dell'ambientalismo" nella libreria Risvolti di Roma. Nella foto c'è una frase chiave: "Dai Wandervogel ai Provos e hippy".
Schematizzazione della conclusione del libro, rifacendosi al pensiero di Romano Guardini
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