Cos’è la COP, la Conferenza delle Parti dell’ONU?

La Conferenza delle Nazioni Unite su Sviluppo ed Ambiente di Rio de Janeiro, definito il Vertice della Terra, che si tenne dal 3 al 14 giugno del 1992 con la partecipazione di 183 Stati, fu l’inizio dell’attuale modello internazionale di costruire le politiche ambientali.

Si fondò su due basi solide:

  • La Conferenza delle Nazioni Unite di Stoccolma del 1972 sull’Ambiente, importante per cominciare a definire il cuore della politica ambientale a livello internazionale;
  • La consapevolezza delle conseguenze dello sviluppo sulla terra descritte nel Rapporto Brundtland.

La convinzione profonda fu che non si potessero scindere le politiche ambientali da quelle economiche. La conferenza venne convocata, infatti, dalla stessa risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU, la n.44/228 (1988), che recepì il Rapporto, il quale fu il primo che definì il concetto di sviluppo sostenibile come

uno sviluppo capace di soddisfare i bisogni del presente senza pregiudicare quelli delle future generazioni.

Definizione di Sviluppo sostenibile – Rapporto Brundtland

La base istituzionale della Conferenza delle Parti

I risultati della Conferenza di Rio furono:

  • Una Dichiarazione di principi su Ambiente e Sviluppo;
  • L’Agenda 21;
  • La Dichiarazione di principi per un consenso globale sulla gestione, conservazione e sviluppo sostenibile delle foreste;
  • L’apertura alla firma degli Stati della Convenzione sui Cambiamenti Climatici e della Convenzione sulla diversità biologica.

La convenzione sui cambiamenti climatici fu l’inizio. La strada, però, era già stata tracciata nel 1988 con la nascita dell’IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change, istituito per volontà di due organismi delle Nazioni Unite:

  • L’Organizzazione Meteorologica mondiale (WMO);
  • Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).

La Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici e le COP

La Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici riveste un ruolo importante nella promozione dello sviluppo sostenibile. Contiene norme di base, da integrare con protocolli e allegati tecnici, con l’obbligo di conseguire risultati concreti. La convenzione ha permesso di costruire un processo continuo di arricchimento fra diritto, scienza e tecnica, che integrandosi hanno contribuito a migliorare l’approccio ai problemi ambientali da parte degli Stati.

L’anno successivo a quello in cui entrava in vigore la Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici, nel 1994, si dava inizio alla prima COP, Conferenza delle Parti della Convenzione, a Berlino, nel mese di marzo. Iniziò, quindi, il percorso di costruzione di una politica ambientale internazionale con l’ambizione di cambiare lo sviluppo umano.

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change – UNFCCC) è la base giuridica internazionale delle COP annuali.

La COP è lo strumento con cui si assumono le decisioni più importanti nell’ambito della Convenzione. Infatti, ogni paese che ha aderito alla Convenzione sui Cambiamenti Climatici, è rappresentato alla COP. La Conferenza assume le decisioni per sviluppare gli strumenti più opportuni per promuoverne i contenuti. Soprattutto, adotta i testi e le iniziative necessarie per rendere effettive le indicazioni che scaturiscono dagli studi dell’IPCC.

Cos’è la COP?

La COP si riunisce ogni anno, salvo diversa decisione delle nazioni. Il suo segretariato si trova a Bonn. La presidenza della COP ruota fra 5 aree regionali: Africa, Asia, Latino America e Caraibi, Europa Centro-Orientale, Resto d’Europa e del Mondo.

L’IPCC

L’ONU, con l’IPCC, aveva voluto creare un gruppo autorevole di studiosi che potesse dare basi scientifiche ai campanelli dall’allarme suonati già alla fine degli anni Sessanta. Di fronte al crescente inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra, c’era la necessità di studiare come lo sviluppo ed il successivo inquinamento influissero sul riscaldamento globale.

Il primo report venne emesso nel 1990 ed evidenziò il rischio di un riscaldamento globale a causa dell’aumento delle emissioni di gas serra, causato principalmente dall’uso di combustibile fossile.

Su queste basi, cominciò un lungo percorso di affiancamento scientifico che ci ha portato all’inizio degli anni Venti a parlare di emergenza climatica. Le COP sono state l’assise in cui gli Stati hanno potuto confrontarsi su questi documenti per trovare le soluzioni politiche ed economiche ai rapporti sempre più critici dell’IPCC.

Purtroppo, la classe dirigente mondiale ha sottovalutato gli effetti dello sviluppo sul clima e non ha ascoltato i moniti di questi decenni. Oggi ci troviamo di fronte al risultato di tanti anni di crescita senza alcuna sostenibilità. che ha usato la definizione di sviluppo sostenibile per continuare, come prima, ad inquinare, colpendo la salute umana e l’ambiente.

Kyoto e Parigi

I due accordi più fruttuosi dal punto di vista climatico sono stati il protocollo di Kyoto del 1997 e l’accordo di Parigi del 2015.

Il protocollo di Kyoto è un trattato internazionale sul riscaldamento globale pubblicato l’11 dicembre 1997 in occasione della COP 3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

L’accordo di Parigi è un accordo internazionale tra gli Stati membri della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Negoziato alla COP 21, contiene una serie di articoli sul contrasto ai cambiamenti climatici e sui meccanismi finanziari per renderli possibili. Questi obiettivi devono essere programmati con cadenza quinquennale. La COP è il luogo in cui le parti verificano l’andamento dell’accordo, fissando il primo bilancio globale alla COP del 2023.

L’importanza della Conferenza delle Parti (COP)

La conferenza annuale ha un ruolo centrale nel raggiungimento degli obiettivi di contenimento degli effetti dei cambiamenti climatici attraverso una politica ambientale internazionale. Lo sforzo messo in atto, però, è inadatto alla sfida di contenere ad 1,5°C l’innalzamento della temperatura rispetto al periodo pre-industriale. La crisi ecologica avrebbe bisogno di una conversione ecologica, che le conferenze non possono promuovere, se non in un lunghissimo periodo. Inoltre, non può agire sull’egoismo degli stati, che preferiscono un’economia armata alla scelta di un’economia disarmata che

ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, promuovendo, in condizioni di parità con gli altri Stati, le limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni attraverso il riconoscimento e l’attribuzione di potere ad organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Principio ripreso e adattato dall’articolo 11 della Costituzione italiana

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