La necessaria conversione ecologica. Un contributo al Città Nuova day del 2021

I movimenti del NO rappresentano, sul territorio, gli anticorpi che contrastano lo sviluppo economico ad ogni costo. Sono il pensiero responsabile che aiuta lo sviluppo a divenire integrale. Perché quando lo sviluppo diviene ideologico, è doveroso dire NO. Qui la registrazione della diretta sul canale YouTube di Città Nuova, in occasione della diretta del CNDAY 2021di martedì 12 ottobre 2021.

Le sentinelle del mattino

Questi movimenti territoriali, come sentinelle del mattino, si pongono a protezione di quei beni comuni fondamentali che sono la salute e l’ambiente e rappresentano l’ultima opposizione possibile ad uno sviluppo ormai senza alcun limite, frutto di una tecnologia che ha assunto una velocità tale, da divenire difficilmente prevedibile nei suoi effetti anche a breve termine.

La tecnologia non ammette NO

Questa accelerazione tecnologica è divenuta il fondamento di uno sviluppo economico competitivo che non ha mai ammesso freni, né di natura umana né di natura ambientale.

Accentrare i profitti. Socializzare i costi

Nel tempo si sono concentrate le ricchezze e si sono socializzati i costi umani e ambientali. Siamo arrivati ad un punto in cui il confronto vede da una parte imprenditori e sindacati, in un’unione insolita a difesa del lavoro ad ogni costo ed i movimenti che promuovono la protezione della salute e dell’ambiente. Come se i tre beni da tutelare, lavoro-salute-ambiente, fossero incompatibili!

La velocità seducente della tecnologia

La velocità unita alla voracità è una miscela esplosiva che usa l’egoismo dei singoli e sfrutta la disperazione dei lavoratori. Questo diventa ancora più evidente in un periodo in cui il lavoro è sempre più sotto pressione per una continua erosione dei diritti.

Le istituzioni politiche

I NO, quindi, sono portatori di un diverso modello di sviluppo. Ma, per realizzarlo, manca l’interlocutore necessario: la politica, piegata ai tempi dei mass media, preferisce allinearsi al medesimo sistema economico ottocentesco e all’idea del libero mercato degli anni Ottanta.

Una possibile via per la conversione ecologica

Questi movimenti delineano una possibile conversione ecologica che metta assieme benessere e rispetto dei beni comuni, lavoro, salute e ambiente. Con lo sguardo al locale, costruiscono con forza e determinazione un bene più alto, quello globale.

Il fenomeno NIMBY è quello della classe dirigente

Il loro agire è lontano dalla categoria NIMBY, Not In My Back Yard, perché non vogliono spostare il problema in paesi lontani, non vogliono inviare i rifiuti in Africa o inquinare le acque potabili di altri paesi. Chiedono di risolvere il problema e di condividere le soluzioni, come bene comune, con la comunità internazionale.

La scienza al servizio della vita

La scienza si deve utilizzare per migliorare la vita delle persone e non per avere un vantaggio competitivo. Qui avviene il punto di rottura perché il mondo imprenditoriale e finanziario vede nell’innovazione la sola via per continuare a sopravvivere in un mondo che si confronta su know how e abbattimento dei costi. In questa corsa i lavoratori e l’ambiente sono solo costi da contrarre in una economia di guerra che non lascia spazio alla vita. I movimenti del NO si rifiutano apertamente di contribuire a costruire una società in guerra.