Prophetic Economy: la conclusione!

Tre belle giornate di lavoro. Tante proposte, difficili da contenere in pochi giorni. Ma lo scopo del convegno era alto e audace: mettere insieme giovani e adulti, farli parlare e incontrare. Far vedere che la prophetic economy già esiste, che bisogna continuare il percorso intrapreso da tante iniziative presenti nel mondo.

Accogliere senza annullare le differenze

Si è parlato di argomenti critici, problematici, che portano spesso a dividerci, ma tra i partecipanti non si è mai percepito il muro di divisione fra NIMBY (contrari alle grandi opere) e PYMBY (favorevoli alle grandi opere). Forse perché perché ci si è concentrati su ciò che unisce, sull’accogliere le differenze, lasciando che lo spirito di unità e di scelta del bene comune diventi sempre più il metodo con cui affrontare le grandi questioni ambientali aperte. Il mio auspicio è che non si cerchi una sintesi, ma una costruttiva tensione fra opposti, che non annulli le polarità!

La foto finale dell’evento… da un’altra angolazione!

I giovani e la Prophetic Economy

Hanno aperto la giornata Vincenzo, di Napoli, e Matteo, di Cuneo, due giovanissimi giornalisti di Teens, rivista bimestrale edito da Citta Nuova scritta da ragazzi per i ragazzi, che hanno presentato l’impegno dei giovani per costruire un’economia profetica.

Vincenzo e Matteo, i presentatori
Obiettivo #FameZero

Il progetto più importante riguarda l’impegno di questi giovani per raggiungere l’obiettivo #FameZero nel mondo entro il 2030, raccogliendo la sfida dell’ONU con i suo 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.

630 giovani GEN3 alla FAO per la presentazione di #FameZero

Alcune ragazze che hanno partecipato alla presentazione alla FAO hanno condiviso i loro pensieri:

Ho sentito un dolore fisico per i bambini che hanno fame!

Filippa

Il sogno può essere realtà, ma i politici fanno poco per #FameZero e, quindi, ci devono pensare i bambini e i giovani.

Sara

I giovani hanno presentato molte idee per promuovere l’obiettivo che si sono dati e hanno mostrato sul palco molto entusiasmo. Importante sarà il supporto che gli adulti saranno in grado di dare per sostenerli in questo difficile percorso verso la fine della fame del mondo.

La premiazione dell’esperienza de “La Frutera”

I giovani hanno voluto consegnare un loro premio all’esperienza de “La Frutera”, una fra le 10 pratiche profetiche finaliste, quella che secondo loro rappresentava al meglio la loro idea di profezia.

La premiazione de La Frutera

Hanno scelto l’esperienza de La Frutera, una piantagione a Datu Paglas nella regione del Mindanao nelle Filippine, perché questa realtà imprenditoriale ha saputo creare un’economia alternativa in una zona di conflitto, creando una joint venture fra due aziende capace di integrare cristiani e mussulmani. Il tutto promuovendo la visione di un’unica famiglia sotto un unico Dio in una zona tre volte più povera del resto delle Filippine. La loro esistenza è un dono della Provvidenza, perché non sono stati mai attaccati nonostante la loro grandezza, avendo circa 5000 lavoratori, i quali, grazie a questo lavoro, hanno potuto far crescere i propri figli in pace ed armonia con gli altri, attraverso la costruzione di un dialogo. Inoltre, questo benessere delle persone, ha permesso a La Frutera di avere raccolti abbondanti con costi più bassi, in una regione dove la guerra mette a rischio il futuro della stessa regione.

L’ultimo panel: l’intervento di Carlo Petrini (Slow Food)

Carlo Petrini, gastronomo, fondatore di Slow Food e Terra Madre , ha iniziato il suo intervento circondato dai ragazzi che avevano parlato precedentemente.

L’intervento di Carlo Petrini di Slow Food

Il suo intervento si è subito concentrato sul progetto #ZeroHunger, dicendo ai ragazzi che c’è bisogno della loro passione per invertire i dati negativi di quest’anno, che rappresentano una situazione di nuova crescita delle persone affamate. Un invito fondato su molti dati e sull’esperienza vissuta in questi anni, avvalorato dall’intervento preregistrato di Vandana Shiva, che potete vedere nel box sottostante.

L’intervento di Vandana Shiva per i partecipanti al convegno sulla Prophetic Economy 2018
Una impressione personale

La tre giorni di lavori è stata molto interessante e motivante. Gli argomenti affrontati sono tutti il frutto di pratiche vissute da tempo. Il pregio di questo incontro è di aver fatto vedere il bello della profezia, il difetto di questo evento è di aver lasciato solo intravedere il conflitto che si genera a seguito della profezia.

L’esperienza è stata molto positiva, ma la sua bontà si potrà valutare solo dai frutti che saranno generati da questa esperienza. Il vero segno, il segnale di riuscita, sarà quanto andrà lontano la profezia annunciata. Un grande in bocca al lupo, viva il lupo, a tutti noi che camminiamo.