Perché gli agricoltori protestano con i trattori in strada

Perché gli agricoltori protestano con i trattori in strada

I primi agricoltori sono scesi in piazza con i trattori in Germania nel mese di dicembre 2023. Chiedevano:

  • il ripristino dei sussidi per il diesel agricolo;
  • l’esenzione dal pagamento della tassa sui veicoli.

Il governo Scholz ha deciso di tagliare questi sussidi in quanto li ha considerati dannosi per il clima e per trovare fondi per finanziare la transizione ecologica, dopo la sentenza della Corte Costituzionale. Una decisione sbagliata, perché calata dall’alto su un comparto strategico in crisi per la crisi ecologica in atto.
Gli agricoltori hanno protestato bloccando il traffico delle grandi città e delle strade principali. La loro rabbia ha impiegato poco tempo a diffondersi in Europa, arrivando fino a Bruxelles, per contestare la politica verde europea.

In questi giorni, la protesta è esplosa anche in Italia, portandosi dietro tutte le richieste degli altri agricoltori europei.

Le richieste degli agricoltori

I punti contestati riguardano le politiche europee e nazionali per contrastare gli effetti della crisi climatica con la promozione di una transizione ecologica. Gli agricoltori di tutta Europa contestano in sintesi:

  • di non essere sussidiati abbastanza per la concorrenza sleale internazionale;
  • l’eccessiva regolamentazione europea in materia di protezione ambientale, come vincolo troppo oneroso rispetto agli altri paesi. Le misure europee prevedono l’obbligo di destinare almeno il 4% dei terreni coltivabili a funzioni non produttive e l’obbligo di effettuare rotazioni delle colture e di ridurre l’uso di fertilizzanti di almeno il 20% rispetto all’attualità;
  • l’aumento del costo del gasolio agricolo;
  • i ritardi nel pagamento dei sussidi UE;
  • le importazioni a basso costo dall’Ucraina.

La crisi ecologica in atto

L’innalzamento delle temperature medie stagionali, la diminuzione delle piogge, la conseguente crisi idrica, sta avendo un impatto molto consistente sulla produzione agricola, con la discesa della produzione e l’aumento dei costi peer gli agricoltori. I dati vengono riportati anche dalla Coldiretti, la quale sostiene in un articolo del 3 febbraio 2024 sulla possibile soluzione:

un obiettivo (la transizione ecologica, n.d.a.) che richiede un impegno delle Istituzioni per accompagnare innovazione dall’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti fino alla nuova genetica green no ogm ma servono anche – conclude Coldiretti– investimenti per la manutenzione, risparmio, recupero e regimazione delle acque con un sistema diffuso di piccoli invasi che possano raccogliere l’acqua in eccesso per poi distribuirla nel momento del bisogno.

Le alluvioni e il caldo estremo hanno ridotto la produzione di miele, quella di grano e della produzione di latte. Ma gli effetti potrebbero peggiorare con la prossima estate e nei prossimi anni sulla produzione già impattate di olio e vino.

Una crisi agricola terribile, una protesta miope

Gli agricoltori europei vivono una crisi terribile. Hanno ragione a manifestare, anche perché dalla loro produzione dipende il benessere e il nutrimento degli europei. Ma boicottare la politica europea verde è un errore. Soprattutto è un errore protestare per ottenere piccoli vantaggi immediati, avvicinandosi pericolosamente alle forze politiche di estrema destra ed al loro negazionismo democratico ed ecologico.

Inoltre, bisognerebbe unire le forze per contestare un’economia di guerra che preferisce sovvenzionare le armi invece dell’agricoltura. Miope è anche non vedere che gli alleati migliori per cercare di affrontare questa crisi ambientale, che peggiora giorno dopo giorno, sono i giovani che protestano ed i movimenti che chiedono di costruire la pace attraverso la conversione ecologica.

Unire le forze per affrontare la conversione ecologica

Sarebbe importante unire le forze per affrontare la crisi ecologica. Ottenere piccole vittorie, servirà per vivere, imprenditorialmente, qualche anno. Ma nel medio periodo, gli agricoltori e le popolazioni europee si troveranno di fronte ad una crisi non più governabile. A quel punto, qualsiasi sussidio o misura sarà inutile.

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