Solidarietà contro distruzione

La solidarietà è la virtù personale che può fermare la distruzione della nostra casa comune e dei suoi abitanti. Essa nasce da una consapevolezza personale che può coinvolgere tutta la comunità:

“in questi momenti, nei quali tutto sembra dissolversi e perdere consistenza, ci fa bene appellarci alla solidità che deriva dal saperci responsabili della fragilità degli altri cercando un destino comune”.

Paragrafo 115

Solidità e servizio sono alla base della solidarietà. Essa, come fondamento del farsi comunità, è alla base del principio della fraternità. Un principio dimenticato dall’occidente benestante, ben presente invece nelle comunità di base, come ci spiega benissimo il Papa in questo paragrafo:

 Gli ultimi in generale «praticano quella solidarietà tanto speciale che esiste fra quanti soffrono, tra i poveri, e che la nostra civiltà sembra aver dimenticato, o quantomeno ha molta voglia di dimenticare. Solidarietà è una parola che non sempre piace; direi che alcune volte l’abbiamo trasformata in una cattiva parola, non si può dire; ma è una parola che esprime molto più che alcuni atti di generosità sporadici. È pensare e agire in termini di comunità, di priorità della vita di tutti sull’appropriazione dei beni da parte di alcuni. È anche lottare contro le cause strutturali della povertà, la disuguaglianza, la mancanza di lavoro, della terra e della casa, la negazione dei diritti sociali e lavorativi. È far fronte agli effetti distruttori dell’Impero del denaro […]. La solidarietà, intesa nel suo senso più profondo, è un modo di fare la storia, ed è questo che fanno i movimenti popolari».[90]

Paragrafo 116

La solidarietà “falsa”

La solidarietà nel modello culturale consumistico e capitalistico è usata per curare l’immagine pubblica da diffondere nella comunicazione di massa. Moltissimi sfruttano la solidarietà per costruirsi una carriera politica, un’immagine pubblica per la propria azienda, per costruirsi una carriera. Ma questo non ha alcun legame con il prossimo, ma solo con se stessi.

Rompere la logica della distruzione

Le persone che la praticano sinceramente fanno un grande servizio al bene comune, in una solida continuità nella quotidianità. Ma questa non emerge, non diventa un esempio per la collettività. Anzi, questa gratuità, questo dono, viene rifiutato come pericoloso, perché esce dalla logica utilitaristica del “do ut des”. Lo ritroviamo in quei movimenti che si spendono, senza alcun ritorno, per i poveri, gli immigrati, gli esclusi, i precari, animati da un senso profondo di rispetto verso la dignità di ogni essere umano. L’integralità di questa scelta viene repressa, perseguita, giudicata, perché riesce a scandalizzare, perché dice NO ad un mondo di plastica. Rendendo evidente la falsità, che purtroppo come un tumore sta uccidendo il corpo sociale sano.

Solidarietà per la cura dell’ambiente

La solidarietà è quindi la cura per la malattia sociale. Provare una preoccupazione nel profondo per le generazioni future, è fondamentale per costruire l’unità nella fraternità. La crisi ecologica ha bisogno di una profonda riscoperta della solidarietà come dono gratuito verso l’altro. Una virtù che può salvare la natura dallo distruzione, rompendo la logica utilitaristica che ci ha condotto alla crisi attuale.

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