Earth Day 2018: una provocazione!

L’Earth Day è la festa della terra che si celebra ogni 22 aprile. Lo scopo principale è quello di informare le persone sulla salvaguardia dell’ambiente rispetto allo sviluppo tecnologico, economico e sociale. Rappresenta per tutti i movimenti ecologisti un momento importante per sensibilizzare tutta la popolazione mondiale sulle tematiche relative alla crisi ecologica (Per un approfondimento, leggi qui). La prima celebrazione avvenne nel 1970, ma la sua ideazione e preparazione risale ad un anno prima, il 1969, come ho già scritto in un precedente post.

Questa giornata aiuta ogni anno a riflettere sulle molteplici questioni che riguardano l’ambiente e le vie per affrontare la crisi ecologica in cui viviamo. Ma la “sostenibilità” è un concetto molto ambiguo che sfugge qualsiasi contrapposizione fra polarità opposte preferendo una “comoda” sintesi dialogica! Mi scuso per l’uso di questi concetti astratti, ma quello che voglio sottolineare è che la situazione attuale chiede l’assunzione di responsabilità che non si possono ridurre a giornate, eventi, discussioni, ma devono divenire anche pratiche che cambiano sostanzialmente e profondamente la quotidianità. Nessuno, però, sembra aver intenzione di cambiare le proprie abitudini, nessun decisore politico sembra voler rivedere le politiche di sviluppo economico. Queste feste, quindi, sono il frutto di una visione ideologica della natura, perché non mettono al centro i veri luoghi dove ci si confronta sulle questioni ambientali principali: i NO (Guarda la cartina dei conflitti ambientali in Italia nel 2018) allo sviluppo “sostenibile” ad ogni costo. Il movimento del NO, rappresentato dai media come NIMBY, resta ai margini di questa giornata perché non si piega allo sviluppo ad ogni costo e genera una contrapposizione fra posizioni diverse, poco desiderata in una narrazione attuale tutta fondata sulla paura del confronto.

Questa festa, se non si apre nuovamente come palestra fra posizioni polarmente opposte, è acqua fresca sulle ferite inferte alla terra.